La crisi determinata dal caro petrtolio che interessa tutto il comparto dell’aviazione civile rischia di colpire soprattutto le compagnie low cost. A fare i conti con la nuova situazione anche Ryanair che ha decisio una serie di tagli nelle sue diverse basi europee.
Così dal prossimo autunno il vettore irlandese ridurrà la propria capacità da nove scali europei: Dublino, Stanstead, Basilea, Budapest, Cracovia e Rzeszow, Palma di Maiorca, Valencia e Salisburgo.
Il numero uno di Ryanair, Michael O'Leary, spiega che la motivazione non è solo il costo del petrolio ma anche l'impossibilità di ottenere tasse aeroportuali più basse per le operazioni aeroportuali.